SERRA E DINTORNI
INTRODUZIONE
Le Serre rappresentano la meta ideale per coloro che cercano la solitudine in panorami poco frequentati dall’uomo e sanno apprezzare alberi secolari e ruscelli nei boschi. Sono montagne granitiche ricoperte da foreste fin sulle cime.
La ricchezza di foreste, la loro grande estensione, i pascoli verdeggianti, i borghi di montagna in fondo a splendide conche e l’assenza di panorami aridi e brulli rende le Serre molto particolari.Altra caratteristica delle Serre è la ricchezza d’acqua, che sgorga da sorgenti, forma ruscelli, torrenti e fiumare che si infilano in forre e creano anche cascate, come nel caso delle cascate del Marmarico che hanno un salto di 90 m. Nell’ampia conca dell’Ancinale, tra belle foreste è situato l’antico borgo di Serra San Bruno, cuore e centro più importante delle Serre vibonesi.
SERRA SAN BRUNO
Serra San Bruno deve la sua origine alla venuta del Monaco Bruno di Colonia, fondatore dell'Ordine dei Certosini, che dedicò la sua vita alla ricerca di dio in silenzio e in solitudine e ricevette in dono dal Conte Ruggero il Normanno i territori che oggi sono geograficamente individuati come altopiano delle Serra Calabre, per la costruzione del suo Eremo, la Certosa, di Santo Stefano del bosco, primo Monastero D'Italia e secondo in Europa dopo quello di Grenoble, in Francia.

Visitare Serra San Bruno vuol dire, senza dubbio accogliere l'invito alla scoperta della natura. Basta guardarsi intorno per capire come il paesaggio naturalistico sia il punto di forza di questo territorio che, nel corso dei secoli, ha saputo preservare decine di specie arboree e le centinaia di piante officinali dagli assalti dell'inquinamento selvaggio.
SANTA MARIA DEL BOSCO
Immerso tra secolari abeti bianchi il complesso del Santuario di Santa Maria del bosco è formato da un ampio piazzale alla cui destra si trova il "laghetto di San Bruno" dentro il quale il Santo si immergeva per offrire a Dio la sua penitenza. Percorrendo la scalinata in granito, realizzata dagli ultimi scalpellini di Serra, si giunge al Santuario di Santa Maria del bosco ricostruito dopo il terremoto del 1783 sui resti dell'antica chiesa fatta erigere da San Bruno per raccogliere i monaci in preghiera. L'interno della chiesa ha linee molto semplici ed alcuni pezzi d'arte provenienti dall'antica Certosa, mentre sull'altare maggiore spicca l'ottocentesca statua lignea raffigurante Santa Maria del bosco. Sul lato opposto del Santuario, troviamo il "dormitorio di San Bruno", probabilmente il luogo dove il Santo trovava ricovero, ma certamente il luogo dove il monaco fu seppellito. All'interno del dormitorio, si trova anche una bella statua marmorea della fine del XVIII secolo realizzata da Stefano Pisani.
CERTOSA
La tradizione vuole che San Bruno nel X secolo, rientrando da Colonia e dovendo scegliere il luogo per erigere la sua Certosa, decise di edificarla tra le montagne della catena delle Serre, in Calabria.
Oggi, come 900 anni fa, la sensazione di luogo incontaminato che si prova in questo posto rimane a lungo impressa nella mente. Costruita tra il 1090 e il 1101 fu distrutta dal terremoto del 1783. Venne ricostruita verso la fine dell’800 richiamando lo stile gotico francese.
All'interno si trovano statue marmoree dell'800, un busto reliquario argenteo del 1520 raffigurante S. Francesco di Paola attribuito a Luca Giordano, candelabri bronzei, di bottega francese del 600.
Pochi sono i monaci che continuano a vivere nella Certosa e che possono essere intravisti soltanto di lunedì quando interrompono la clausura per meditare tra i boschi. Nasce cosi l'idea di creare il Museo che si trova all'interno della Certosa, in un'ala accessibile attraverso un'entrata indipendente. Il Museo conta circa 20 ambienti e si sviluppa su un unico piano per circa 1.200 mq. La durata del percorso varia dai 45 ai 90 minuti, considerando che il programma audiovisivo è di 10 minuti.

 

Orario di apertura: aprile-settembre: ore 09.00/13.00- 15.00/20.00. Orario invernale: ore 09.30/13.00- 15.00/18.00; per informazioni tel. 0963/71523. L'ingresso al Museo è consentito anche alle donne.
ADDOLORATA
La chiesa dell’Addolorata, eretta nel 1721, è il migliore esempio delle maestranze locali. Progettata dall’architetto serrese Biagio Scaramuzzino , è caratterizzata da forme slanciate e leggere, che fondono con grande eleganza elementi classici all'ardito stile settecentesco, rappresenta un mirabile esempio di architettura barocca. Meraviglioso anche il portone bronzeo, realizzato nel 1961 dall'artista serrese Giuseppe Maria Pisani e contenente riquadri raffiguranti i Sette dolori della Madonna.
MATRICE
Chiesa dedicata al santo patrono del paese, San Biagio, la cui festa si celebra il 3 febbraio. La fondazione risale al 1795 ma alcuni pezzi, come il frontespizio i due angeli posti ai lati e il campanone, provengono dall’antica Certosa distrutta dal terremoto del 1793. L’interno è a tre navate, divise da pilastri ed è molto ricco di opere d’arte.
ASSUNTA (TERRAVECCHIA)
Costruita nel XVII secolo è stata intitolata a Maria SS. ASSUNTA in cielo nel 1694 con la fondazione della congrega. La festa di Maria SS Assunta in cielo si celebra nei giorni 14 e 15 Agosto di ogni anno.
ASSUNTA (SPINETTO)
La chiesa fu disegnata dal maestro Bruno Pelaggi e realizzata da Domenico Drago tra il 1883 e il 1885.
LE CARBONAIE
Vivono nelle Serre gli ultimi Carbonai d’Europa. Da quando i Fenici, qualche millennio fa, inventarono il procedimento per trasformare il legno in prezioso carbone, nulla è cambiato. Da generazione in generazione, ogni padre ha insegnato al figlio i mille segreti di questa difficile e faticosa “arte”. Nei pressi del bosco, la legna abilmente intrecciata fino a costruire dei piccoli vulcani neri e fumanti arde lentamente. Ognuno di questi piccoli vulcani, realizzato spesso da una sola persona ha delle dimensioni incredibili: solitamente misura 15 metri di diametro e cinque o sei di altezza, ed il peso della legna oscilla tra i trecento ed i quattrocento quintali. Con una breve passeggiata (300 m circa) all’interno di un bosco, si raggiunge una carbonaia dove avviene la visita guidata con tutte le spiegazioni.
LE BOTTEGHE DEGLI ARTIGIANI
Il centro storico di Serra è uno dei pochi centri storici ben conservato di tutta la Regione. Nel dedalo di viuzze e piazzette che si dipartono dal Corso principale, si va alla scoperta delle tante opere realizzate dei “Mastri”. Si possono visitare le botteghe rimaste, quelle dove ancora oggi, con antica maestria, si lavora il legno, il rame e altri materiali è possibile visitare il laboratorio dove si producono le pipe.
PREISTORIA: I MEGALITI DI NARDO DI PACE
A 15 Km da Serra San Bruno, nei pressi del paese di NardodiPace, un recente ritrovamento ha riportato alla luce antiche costruzioni preistoriche. Queste costruzioni megalitiche, si ergono in cima ad un pianoro, vicino alla vetta più elevata delle Serre. Al momento, sono state date diverse interpretazioni su questo sito archeologico: la più accreditata sostiene che questi megaliti siano appartenuti ad un’antica civiltà, databile tra l’età del bronzo e quella del ferro, e che il sito rappresenti, considerata la quota, un luogo di culto. Ciò che a prima vista fa più riflettere è il pensiero che già, in epoche assai remote, si fosse sviluppata una società ben organizzata, in grado di lavorare una pietra dura come il granito pur non avendo a disposizioni utensili e materiali adatti, e che la stessa società fosse ben organizzata e coordinata anche da un punto di vista sociale con un capo “politico” ed uno “religioso” (questo si deduce dall’enorme mole di lavoro che si è dovuta impiegare nell’erigere queste costruzioni).
MONGIANA – VILLA VITTORIA
Mongiana è situata nel centro delle Serre Calabre, tra il mar Ionio e il mar Tirreno, in un'oasi di verdi e lussureggianti boschi di conifere e latifoglie. La fiorente attività siderurgica occupò numerosi operai e artigiani. L'attività delle ferriere, acquistò negli anni maggior prestigio, tanto che, a Mongiana, vennero forgiati i pezzi in ferro per la realizzazione dei primi ponti sospesi d'Italia e delle rotaie per la prima ferrovia italiana la "Napoli-Portici", nonché il particolare fucile in dotazione all'esercito borbonico, denominato appunto modello "Mongiana". È possibile visitare i resti delle fonderie e della fabbrica d’armi. A Mongiana è presente anche Villa Vittoria, Centro Polifunzionale del Corpo Forestale dello Stato, dove sembra che il tempo si sia fermato. La struttura costituisce un costante punto di riferimento, oltre che per il turismo montano, per visite didattiche e per gli stage legati ai problemi ecologici ed ambientali organizzati da Università. Si estendono 400 ettari di giardino botanico, di sentieri faunistico e un laghetto. La fauna è costituita da cavalli di razza avelignese e morgese, cinghiali, mufloni, daini, cervi, caprioli, fagiani, pavoni. Nel centro è possibile visitare il giardino delle erbe medicinali, aromatiche e officinali.
 

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